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Cento opere “tornano a casa”: al via l’iniziativa del Ministero della Cultura

Dai musei più importanti a quelli più piccoli, le prime 100 opere d’arte lasciano i depositi per tornare ad essere ammirate dal pubblico.


Custodite nei musei più importanti d’Italia, dagli Uffizi di Firenze al Museo di Capodimonte, dalla Galleria Borghese al Museo di Brera, cento opere tornano ad essere esposte nei musei e ritrovano visibilità nei territori di provenienza.
Il progetto “100 opere tornano a casa” è stato varato dal Ministero della Cultura al fine di promuovere e valorizzare il patrimonio storico, artistico e archeologico italiano conservato nei depositi dei luoghi d’arte statali.

Il progetto, secondo il Ministro della Cultura Dario Franceschini, “restituisce nuova vita a opere d’arte di fatto poco visibili, di artisti più o meno conosciuti, e promuove i musei più piccoli, periferici e meno frequentati. Solo una parte delle opere dei musei statali è attualmente esposta: il resto è custodito nei depositi, da cui proviene la totalità dei dipinti e dei reperti coinvolti in questa iniziativa. Queste cento opere sono soltanto le prime di un progetto a lungo termine che mira a valorizzare l’immenso patrimonio culturale di proprietà dello Stato. Un obiettivo che sarà raggiunto anche attraverso un forte investimento nella digitalizzazione e nella definizione di nuove modalità di fruizione, prevedendo nuove collaborazioni come la realizzazione di una serie di documentari insieme alla RAI, che ha anche il merito di rafforzare il legame tra il territorio e l’opera d’arte”.

L’iniziativa ha preso avvio grazie ad una banca dati, elaborata fin dal 2015 dalla Direzione Generale Musei, composta da 3.652 opere provenienti dai depositi di oltre 90 musei statali. La scelta delle opere e dei luoghi ove esporle ha tenuto conto di valutazioni e richieste provenienti dalle realtà periferiche. Nello specifico, tre sono stati i criteri di riferimento: 1) opere provenienti da chiese o palazzi situati in altri territori e nel tempo confluite nei principali musei italiani, dipinti o sculture che in questo modo compiono un “ritorno a casa” nei luoghi per i quali sono stati realizzati; 2) opere che integrano le collezioni del museo destinatario; 3) opere che, inserite nelle collezioni di destinazione, danno vita ad accostamenti interessanti e favoriscono l’apertura dei musei verso nuovi pubblici.
Grazie al progetto, numerose opere sono state restaurate e alcuni spazi museali sono stati ripensati per accoglierle.

La valorizzazione del progetto avverrà in collaborazione con la Rai che, attraverso Rai Doc, produrrà un documentario breve e una serie di tredici episodi in presa diretta che saranno trasmessi dalle reti generaliste. Verranno raccontati la restituzione e il restauro delle opere d’arte partendo dai musei delle grandi città italiane, dai depositi dove le opere sono state custodite e dai laboratori dove sono state riportate a nuova vita. I direttori dei musei di provenienza e di quelli riceventi, i restauratori, gli storici dell’arte e gli esperti spiegheranno agli spettatori la storia dell’opera e le ragioni per cui è finita lontano dai luoghi che l’hanno vista nascere, offrendo anche spunti sulle attività dei professionisti dei beni culturali. Il format della Rai seguirà il viaggio delle opere d’arte che, una volta messe in sicurezza, saranno trasportate a bordo di speciali pulmini recanti il logo “100 opere tornano a casa”, per raggiungere il museo che le accoglierà. Il percorso, ripreso anche con i droni, diventerà l’occasione per raccontare la diversità dei territori e dei luoghi d’Italia, per scoprire meglio le radici, la cornice storica, geografica e il paesaggio che ha ispirato gli artisti.


fonte: Ministero della Cultura


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